Giovanni Paolo II,
San Bernardino e i giovani
Mentre da tutto il mondo piovono in Vaticano testimonianze di grazie ricevute per intercessione di papa Wojtyla, morto al grido universale di "SANTO SUBITO ", la Festa di San Bernardino ricorda Giovanni Paolo II con parte delle parole rivolte a migliaia di giovani davanti al CORPO DI SAN BERNARDINO all'Aquila, durante la visita del 1980:
"Carissimi giovani, Imparate prima di tutto da San Bernardino il valore essenziale della conoscenza di Gesù.
Voi conoscete la vita di San Bernardino: rimasto orfano fin dalla sua tenera età, fu educato a Siena in una profonda e illuminata fede cristiana, cosicché egli, giunto alla giovinezza, desiderò consacrarsi totalmente a Gesù nella vita religiosa e sacerdotale per dedicarsi in modo essenziale a far conoscere al più grande numero di fratelli il Cristo amico e redentore, diffondendo dovunque la devozione al Nome di Gesù, specialmente sotto il simbolo YHS.
Come desiderava San Bernardino, il Nome di Gesù sia iscritto nei vostri pensieri, diventi palpito del vostro cuore, sgorghi onorato e benedetto dalle vostre labbra.
Gesù è l}amico che non tradisce, che vi ama e vuole il vostro amore!
Sia vostro fermo proposito conoscerLo sempre meglio mediante la lettura del Vangelo, lo studio di opere appropriate, la riflessione sulle biografìe dei santi e sulle esperienze dei convcrtiti.
Imparate da San Bernardino a vivere con coerenza la vostra fede cristiana.
La prima fondamentale espressione di coerenza e la lotta al peccato, cioè lo sforzo costante e anche eroico di vivere in grazia.
Purtroppo viviamo in un epoca in cui il peccato è addirittura un ' industria che produce denaro, movimenta piani economici, dona falso benessere. Tale situazione è certamente impressionante e terribile.
Eppure, non bisogna lasciarsi ne spaventare ne opprimere.
Infine imparate da San Bernardino il coraggio della testimonianza.
Infatti egli fu deciso e intrepido testimone di Cristo. Anzi, prima ancora, al tempo della sua adolescenza, era statod'esempio tra i giovani di Siena e nel 1400, quando scoppiò la terribile peste, con dodici altri suoi amici non ebbe paura di dedicarsi ad aiutare i poveri inferni, a rischio della propria vita